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Specialista in Neuropsicologia

lunedì, maggio 13th, 2013

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Specialista in Neuropsicologia, eseguo valutazioni neuropsicologiche e riabilitazione neurocognitiva (neuropsicologica) a Roma - Piazza Gandhi, 3 (E.U.R.) e a Rieti - Viale dei Flavi, 21/a.

Effettuo test neuropsicologici per valutare la presenza o escludere deficit cognitivi e disturbi emotivo-comportamentali, in ambito clinico ai fini diagnostici e terapeutici, in ambito medico-legale ai fini peritali.

In particolare mi occupo di deficit neuropsicologici che si possono manifestare nell’adulto in seguito a: trauma cranio-encefalico, tumori cerebrali, Sclerosi Multipla, Ictus, Parkinson, Demenza (Alzheimer e non Alzheimer) ed altre affezioni cliniche.

Eseguo training di riabilitazione neurocognitiva, allo scopo di migliorare le abilità residue e rallentare l’evoluzione di processi neurodegenerativi. E’ previsto un protocollo di intervento strutturato, specifico secondo la patologia e le abilità compromesse, ove sono chiari gli strumenti, il metodo e gli obiettivi.

Mi occupo del supporto psicologico ai familiari (caregivers) di pazienti affetti da patologie croniche e invalidanti, mirato a fornire strategie per “far fronte” agli eventi stressanti e ridurre il carico oggettivo e soggettivo della patologia sul caregiver. A tal proposito organizzo e conduco presso il mio studio gruppi di formazione per familiari di pazienti affetti da demenza.

Per ulteriori informazioni, o prenotare un appuntamento, è possibile contattarmi:

al recapito telefonico    380.3813626

oppure all’indirizzo mail    info@neuro-psicologia.it

Valutazione Neuropsicologica

lunedì, maggio 13th, 2013

La valutazione neuropsicologica o esame neuropsicologico consiste nella raccolta, sintesi ed interpretazione di una serie di informazioni sullo stato cognitivo ed emotivo-comportamentale di un individuo.

Viene eseguita allo scopo di:

  • contribuire alla diagnosi medica;
  • pianificare un intervento riabilitativo tenendo conto delle abilità cognitive compromesse e delle abilità preservate;
  • monitorare, attraverso controlli ripetuti nel tempo (follow-up), il decorso di alcune patologie come accade per le forme di decadimento cognitivo nelle Demenze oppure nella Malattia di Parkinson;
  • controllare la regressione di quei sintomi, cognitivi e comportamentali, tipici delle forme reversibili (deficit da vitamina B12, folati, TSH, FT3, FT4, omocisteina, etc.);
  • modulare la terapia farmacologica;
  • valutare l’efficacia di un trattamento neurocognitivo.

Il paziente può giungere alla valutazione neuropsicologica spontaneamente, su invio del medico di base o di uno specialista (medico o psicologo), su espressa richiesta dei familiari: l’analisi della domanda, ossia la “motivazione” che porta alla richiesta di una valutazione neuropsicologica, orienterà la tipologia e le modalità di esecuzione dell’esame neuropsicologico, la comunicazione dei risultati e la stesura del referto.

In ogni caso è importante che il paziente stesso, o un familiare quando sussistono condizioni cliniche sfavorevoli, autorizzi attraverso un consenso informato, lo specialista neuropsicologo ad effettuare la valutazione neuropsicologica sia essa a scopo clinico o forense.

La Neuropsicologia nella Medicina Legale

lunedì, maggio 13th, 2013

Di pertinenza della Neuropsicologia Forense, l’esame neuropsicologico forense nell’ambito della medicina legale rappresenta lo strumento di indagine fondamentale nella valutazione dei sintomi cognitivi ed emotivo-comportamentali correlati ad eventi traumatici, in presenza o talora assenza di lesioni cerebrali.

Diversi eventi possono ledere una persona: traumi da incidente stradale, infortuni sul lavoro, episodi di violenza interpersonale, conseguenze indesiderate di interventi chirurgici o terapeutici, gravi traumi emozionali (disturbo post-traumatico da stress), altri.

Alle vittime di questi eventi, che richiedono il risarcimento del danno subito, il Neuropsicologo forense può contribuire formulando il proprio parere esperto, descrivendo e misurando la natura, entità e credibilità del danno cognitivo riportato.

La Neuropsicologia Forense non risponde ad altri quesiti di pertinenza medico-legale, quali la quantificazione tabellare del danno (sia temporaneo che permanente) oppure la valutazione della eventuale limitazione della capacità lavorativa specifica.

Nonostante la possibilità di impiego nella diagnosi differenziale di alcuni disturbi, l’esame neuropsicologico forense primariamente è uno strumento dedicato a quantificare il funzionamento cognitivo di un soggetto e non rappresenta quindi una diagnosi di malattia.

Lo scopo è quello di far chiarezza, in ambito medico-legale, sul funzionamento cognitivo del soggetto esaminato, fornendo una dettagliata analisi della situazione attuale ed una stima affidabile del funzionamento cognitivo antecedente l’evento lesivo (premorboso).

Comparando questi due diversi momenti temporali (prima e dopo l’evento causale), la valutazione del danno alla persona deve tenere conto:

-      dell’evento, qualificato come colpa;

-      del danno, ossia l’instaurarsi di una situazione peggiorativa rispetto alla  precedente;

-       del nesso di causalità tra la colpa ed il danno.

L’esame neuropsicologico forense, caratterizzato da specifiche procedure di indagine finalizzate ad accertare e misurare il danno neurocognitivo, può fornire utili elementi sulla plausibilità del nesso causale tra l’evento lesivo (colpa) ed il danno.

Nessun altra tipologia di indagine, relativa al substrato neurobiologico dei processi cognitivi, può fornire informazioni così specifiche sulle modalità di funzionamento cognitivo, che rappresenta esattamente il tipo di informazione richiesta in ambito giudiziario (Bianchi e Cantagallo, 2008; Bianchi, 2005).

Valutazione neuropsicologica forense

Il protocollo di valutazione neuropsicologica forense prevede l’utilizzo combinato di due diverse tipologie di informazioni:

-         cliniche, derivate dal colloquio e dall’osservazione, rappresentate da dati espressi in forma qualitativa;

-         psicometriche, relative ai test neuropsicologici somministrati, espresse con valori numerici, ossia in forma quantitativa.

La valutazione neuropsicologica forense si completa in più incontri tra lo specialista in Neuropsicologia ed il periziando.

Si comincia quindi con il colloquio forense, tra il Neuropsicologo ed il soggetto (eventualmente anche con i familiari, se ritenuto necessario); in un clima collaborativo, lo specialista chiarisce il proprio compito: ascoltare, esaminare e stabilire in modo del tutto obiettivo, lo stato del suo funzionamento cognitivo ed emozionale.

Il colloquio forense è interamente centrato sulla soggettività del paziente: la narrazione in prima persona dell’evento traumatico ha un’importanza assoluta, nel caso di eventi che hanno determinato atti sanitari (ricoveri, visite specialistiche, esami strumentali, etc.) è fondamentale portare al seguito tutta la documentazione disponibile.

Successivamente al colloquio forense è il momento della somministrazione di test neuropsicologici; le prestazioni ottenute dal soggetto in esame vengono così confrontate con un campione rappresentativo di soggetti normali e tale “confronto normativo” indica se il soggetto ha prestazioni nella norma o meno.

I dati ottenuti dai test neuropsicologici vengono poi presentati in modo completo in una relazione peritale, per descrivere la validità dell’esame, il livello di funzionamento premorboso (ossia prima dell’evento causale) ed il livello di funzionamento attuale.

La relazione peritale, elaborata al termine dell’esame neuropsicologico forense, è caratterizzata da una sintesi ed una conclusione; in tale fase, lo specialista in Neuropsicologia integra tutti i dati disponibili, al fine di formulare una risposta quanto più dettagliata, nel rispetto dei quesiti proposti dal richiedente.

Una volta delineato il profilo neuropsicologico, anche in Neuropsicologia Forense, lo specialista in Neuropsicologia può suggerire eventuali trattamenti terapeutici, come il counseling psicologico o la riabilitazione neurocognitiva (o neuropsicologica), atti a migliorare lo stato di salute del paziente.

Per Voi:
Stimolazione Neurocognitiva
Stimolazione Neurocognitiva
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