Neuroplasticità

Grazie al contributo delle Neuroscienze negli ultimi venti anni, è accertata la capacità plastica del Sistema Nervoso Centrale, nel giovane come nell’adulto, di riorganizzarsi in seguito ad una lesione. Tale riorganizzazione può esprimersi anche in tempi rapidissimi rispetto all’evento lesionale, come nelle lesioni vascolari o nel trauma cranio-encefalico; la capacità del cervello di adattarsi ad una condizione nuova ed improvvisa avviene anche in virtù dell’elevata dinamicità delle connessioni cerebrali.
I neuroni infatti modificano costantemente le loro connessioni sinaptiche, in risposta alla stimolazione ambientale, all’apprendimento, all’esperienza ed al programma genetico (Kandel, 1998); la neurogenesi è attivata o inibita da stimoli ambientali, farmacologici, ormonali, dagli esercizi fisici, dai ritmi circadiani, etc. (Nottebohm, 2000).
Il cervello quindi è in relazione con l’ambiente, che svolge un ruolo fondamentale nel processo di neuroplasticità: vi è, in tal senso, una continua interazione tra struttura (cervello-mente) ed ambiente.
“La plasticità è una proprietà del cervello umano che permette di sfuggire alle restrizioni del suo corredo genetico e di adattarsi alle modificazioni ambientali, alle variazioni fisiologiche e all’esperienza” (Pascual-Leone A et al., 2005).
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