La valutazione neuropsicologica o esame neuropsicologico consiste nella raccolta, sintesi ed interpretazione di una serie di informazioni sullo stato cognitivo ed emotivo-comportamentale di un individuo.

valutazioneViene eseguita allo scopo di:

  • contribuire alla diagnosi medica;
  • pianificare un intervento riabilitativo tenendo conto delle abilità cognitive compromesse e delle abilità preservate;
  • monitorare, attraverso controlli ripetuti nel tempo (follow-up), il decorso di alcune patologie come accade per le forme di decadimento cognitivo nelle Demenze oppure nella Malattia di Parkinson;
  • controllare la regressione di quei sintomi, cognitivi e comportamentali, tipici delle forme reversibili (deficit da vitamina B12, folati, TSH, FT3, FT4, omocisteina, etc.);
  • modulare la terapia farmacologica;
  • valutare l’efficacia di un trattamento neurocognitivo.

valutazioneIl paziente può giungere alla valutazione neuropsicologica spontaneamente, su invio del medico di base o di uno specialista (medico o psicologo), su espressa richiesta dei familiari: l’analisi della domanda, ossia la “motivazione” che porta alla richiesta di una valutazione neuropsicologica, orienterà la tipologia e le modalità di esecuzione dell’esame neuropsicologico, la comunicazione dei risultati e la stesura del referto.

In ogni caso è importante che il paziente stesso, o un familiare quando sussistono condizioni cliniche sfavorevoli, autorizzi attraverso un consenso informato, lo specialista neuropsicologo ad effettuare la valutazione neuropsicologica sia essa a scopo clinico o forense.

La valutazione neuropsicologica si conclude con la stesura di una relazione esplicativa dei test somministrati, dei punteggi ottenuti e di una descrizione delle prestazioni del soggetto alle singole prove.

Questo aspetto richiede tempo allo specialista neuropsicologo in quanto la relazione dell’esame neuropsicologico non è una semplice trascrizione di punteggi numerici in una griglia bensì una dettagliata descrizione del profilo neuropsicologico del soggetto.

Sono riportati i dati anagrafici, le informazioni raccolte nell’anamnesi neuropsicologica, il quesito diagnostico di invio, le considerazioni diagnostiche e infine le conclusioni. Si allega una tabella con i punteggi ottenuti nelle prove che devono essere dettagliatamente elencate.

La consegna del referto avviene a distanza di alcuni giorni dalla valutazione neuropsicologica, in occasione della quale sarà compito dello specialista neuropsicologo descrivere, al paziente e ai familiari, quanto emerso. Ciò coincide con un momento importante del processo diagnostico, la “restituzione”.

La “restituzione”

restituzioneIl momento della restituzione, che avviene al termine di una valutazione neuropsicologica, è una fase estremamente delicata, oltre che di profonda responsabilità, nella quale il soggetto e/o la famiglia vengono informati dallo specialista neuropsicologo rispetto a quanto emerso dalla valutazione.  Esso rappresenta per il paziente ed i familiari l’inizio di un processo di analisi e riflessione, che può suscitare reazioni di paura e nuove domande.

                                        La diagnosi neuropsicologica può evidenziare l’integrità delle funzioni cognitive oppure un quadro di compromissione delle abilità cognitive: in questo caso può essere suggerito un training riabilitativo neurocognitivo rivolto al paziente od un intervento psico-educativo (supporto psicologico) rivolto ai familiari del paziente, per gestire alcuni aspetti della patologia (come ad esempio accade per i disturbi neuropsichiatrici nelle demenze).

Qualunque sia la domanda di invio del paziente, successivamente alla restituzione può essere utile un confronto tra specialisti, per un approccio integrato al paziente e alla sua famiglia.