malattie reumatiche

Nel vasto ambito delle malattie reumatiche frequentemente si riscontrano sintomi cognitivo-comportamentali di importante rilevanza clinica. Tali sintomi infatti, rendono più complessa la diagnosi ed il trattamento. Numerosi studi scientifici descrivono vari disturbi correlati alle malattie reumatiche: ansia, depressione, disturbi del sonno, disturbi della memoria e deficit attentivi. Un esame neuropsicologico mirato a valutare le abilità cognitive e lo spettro dei disturbi emotivo-comportamentali rappresenta uno strumento utile, talvolta indispensabile, per identificare eventuali disturbi associati, valutarne l’entità e pianificare un trattamento, sia esso di tipo farmacologico che non farmacologico, più specifico possibile. Le strategie di intervento sono mirate a migliorare la qualità di vita del paziente.

Nella Fibromialgia ad esempio, comune è la presenza di una Sindrome ansioso-depressiva con associati Disturbi del sonno e Disturbi del tono dell’umore, con un’alta prevalenza fino all’80% dei casi (Fietta et al., 2007), tale da suggerire la possibilità di classificare questa sindrome all’interno dello spettro dei disturbi affettivi (Aguglia et al., 2011).

Nell’Artrite Reumatoide, come anche nelle forme di Disturbi reumatici non infiammatori (DRNI), un disturbo depressivo è presente nel 15% dei pazienti; nel Lupus Eritematoso (LES) la prevalenza di sintomi depressivi è del 34% (Aguglia et al., 2011).

Nel paziente reumatico il dolore può divenire la principale preoccupazione, fino a trasformarsi da sintomo a malattia, correlandosi molto spesso ad una disabilità funzionale e motoria. Oltre a Disturbi del sonno, si possono associare una Sindrome ansioso-depressiva con vissuti di rabbia, senso di inadeguatezza, frustrazione e paura del dolore.

E’ importante identificare e trattare quanto più precocemente i disturbi neuropsichiatrici, poichè impattano negativamente la severità ed il decorso della malattia reumatica.

La valutazione neuropsicologica nel paziente reumatico consiste nell’esame dello stato mentale e nell’uso di scale e questionari  specifici per la valutazione del disturbo ansioso (HAS, STAI), il dolore (BPI, VAS), la Depressione (BDI, HRSD), la Fatica (BFI) e la qualità di vita (HAQ).

La gestione del paziente reumatico è multidisciplinare, pertanto vede  il cooperare di diversi specialisti, in un approccio terapeutico integrato sia di tipo farmacologico che non farmacologico. E’ nota l’efficacia e l’outcome funzionale dato dalla  sinergia di entrambi.

Fra gli approcci di tipo non farmacologico, il paziente può giovare di un intervento formativo-informativo sulla patologia reumatica di cui è affetto. Questo lo aiuterà a riconoscere tutta una serie di sintomi, imparando a gestire le problematiche, anche di vita quotidiana, legate alla patologia, riducendo quindi lo stress.

Inoltre si offre un intervento psico-educativo sulla patologia ai familiari (caregiver) che assistono pazienti reumatici.

In merito alla diagnosi precoce dei diversi disturbi ed al mantenimento di una buona qualità di vita del paziente reumatico, si è svolta una tavola rotonda di approfondimento in tema di malattie reumatiche, alla quale la Dott.ssa Maria Carla Massimetti ha partecipato come relatrice, con un intervento su “Disturbi cognitivo-comportamentali” nelle patologie reumatiche. L’evento è stato realizzato in collaborazione con l’ALMAR ONLUS (Associazione Laziale Malati Reumatici) e la U.O.C. Medicina Interna 2 dell’Ospedale Generale Provinciale “San Camillo de Lellis” di Rieti. Il quotidiano “Il Tempo” ha redatto un articolo, inerente l’evento, dal titolo “Reumatismi e terapie: Sabina all’avanguardia“.